FAVOLA

Uno spettacolo di Piccola Compagnia della Magnolia

 

Creazione 2022

PROGETTO VULNERABILI 22.24

28 giugno | Prima Nazionale Campania Teatro Festival
1 luglio     | Debutto Regionale AstiTeatro
26 agosto | Operaestate Festival-B.Motion

Nel 2019 Piccola Compagnia della Magnolia avvia una riflessione sul tema dell’ ERESIA, con l’obiettivo di creare una nuova produzione: FAVOLA ERETICA
Nel 2020 la crisi pandemica sospende l’avvio della creazione, ma illumina in maniera inaspettata e violenta l’evidenza di un doppio binario percorribile in seno alla tematica: da un lato la creazione teatrale (2022), dall’altro un progetto audio-visivo. Oggi, dopo gli stravolgimenti che le vite di noi tutti hanno subito, Progetto Eresia è un’entità cuspide che vede nascere nel 2022 il docufilm - REGISTRI DEL SONNO | Prove di Eresia e la creazione teatrale FAVOLA, ad opera del drammaturgo FABRIZIO SINISI con il quale PCM avvia una collaborazione che accompagnerà il triennio 22/24.

PROGETTO ERESIA

FAVOLA

P.P.P
Questo lavoro è idealmente dedicato
a Pier Paolo Pasolini

 

FAVOLA è figlio del Progetto Eresia ed è la prima tappa di PROGETTO VULNERABILI 22|24


Uno spettacolo di Piccola Compagnia della Magnolia, realizzato in coproduzione con TPE/Teatro Piemonte Europa, CTB/Centro Teatrale Bresciano, Teatro della Città/Catania, Gli Scarti/La Spezia; con il sostegno di TAP/Torino Arti Performative; con il supporto in residenza di Teatro di Sardegna, Dracma Centro Residenze (RC), Claps Circuito Lombardo (BS).

Testo di Fabrizio Sinisi
Ideazione, regia, costumi | Giorgia Cerruti
In scena e in video | Giorgia Cerruti e Davide Giglio
Con la partecipazione video di | Elvis Flanella

e di | Ulla Alasjarvi, Pamela Baldi, Gianluca Bottoni, Claudio Contartese,

Renato Cravero, Emma Fresia, Michele Guaraldo, Giulia Mello Ceresa
Assistente alla regia | Raffaella Tomellini

Disegno luci, consulenza scenotecnica | Lucio Diana

Aiuto regia video, fotografia, montaggio| Giulio Cavallini

Musiche originali, sound design, fonica | Guglielmo Diana

Operatore video | Marco Rossini
Tecnico di Compagnia | Marco Ferrero
Responsabile organizzativo | Angelo Pastore
Segretaria di compagnia | Emanuela Faiazza

Ufficio Stampa | Elisa Sirianni

Si ringraziano per le location:

Rete 7- People TV, Master Club 2.0, Teatro Comunale di Rivara,

Orti Generali, Agenzia di Videomarketing Gorilla Gang

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una donna e un uomo, chiusi in una stanza. Per qualche ragione che non viene mai nominata, non se ne può uscire. In questo spazio claustrofobico, dominato solo da un grande schermo, la donna inscena tre racconti. Tre visioni, tre sogni, ognuno dei quali si verifica in un diverso momento della storia: a Londra nel 1617, a Parigi nel 1793, nella contea di Boone nel 1856. In ogni episodio lei "G." e il marito "D." sono protagonisti di una violenza, una sopraffazione dell’uomo sulla donna, del potente sull’inerme. Ogni episodio è un punto di snodo della modernità occidentale, un momento chiave per capire la contraddittoria identità del presente. Ma ogni sogno è anche un enigma attraverso cui si nasconde la ferita della donna, che attraverso questi racconti prova a toccare il trauma del suo passato: una figlia, di cui fin dall’inizio viene annunciata la presenza, ma che misteriosamente non si vede mai.  

Sul palco - luogo del reale - i protagonisti G. e D. ripercorrono le favole del proprio dolore, ogni giorno, nell'arco temporale che sta tra il sonno e il risveglio. Il ponte di accesso a questa via oscura è un grande schermo: siamo dentro al cranio di G, il luogo del rimosso, della trasformazione, il setaccio della memoria di sequenze perdute.   

Il drammaturgo Fabrizio Sinisi scrive sulla pelle degli artisti Giorgia Cerruti e Davide Giglio - anime fondatrici della compagnia di teatro contemporaneo Piccola Compagnia della Magnolia - un testo abissale e visionario, poetico e politico insieme: una danza a due, un rito laico attraverso cui una giovane coppia, nello specchio della propria relazione, mette radicalmente in discussione la giustizia della società attuale.

FAVOLA è l'esperimento di un teatro politico praticato con gli strumenti della poesia.  

NOTE D'AUTORE

Spesso il lavoro su un testo nasce da una sola immagine. Quella che mi hanno proposto Giorgia e Davide nel nostro primo incontro era la seguente: due esseri umani, un uomo e una donna, chiusi in una stanza, davanti a uno schermo. Poco dopo iniziava la pandemia, il lock-down, il delirio di questo tempo: quella clausura a due perdeva qualsiasi caratterizzazione intima e privata, e diventava metafora della nostra condizione: corpi costretti alla clausura, corpi urgenti, dirompenti verso l’esterno quanto più lo spazio intorno a loro si contrae. Quel movimento verso l’esterno diventa il movimento della fantasia, dell'ossessione, dell'oltranza: della favola, appunto. Due corpi che sognano vite e tempi diversi, variazioni della propria esistenza: tre sogni, tre racconti, tre favole più vere della vita stessa. Come scrive Slavoj Zizek, abbiamo bisogno di "nuovi cliché": nuove storie, nuove parabole più vere, più impietose e meno consolatorie di quelle che sono in circolazione. La favola, del resto, anche quando è nera, rende facile mettere in scena ciò che credo sia il compito principale del teatro: svelare un meccanismo, metterlo in luce sulle assi di un palcoscenico.
Così ho immaginato i corpi di Giorgia e Davide: come le macchine di un immaginario tanto crudele quanto liberatorio. La ripetizione, in tre momenti e in tre epoche diverse, dello stesso schema tragico: la sopraffazione dell'uomo sulla donna, del padre sul figlio, del più forte sul più debole. Così che il palco - sia quello reale che quello dello schermo - diventi il luogo di un rito perduto, l'affaccio su mondi diversi, su una dimensione dell'altrove.

FAVOLA è anche l'esperimento di un teatro politico praticato con gli strumenti della poesia. Pasolini, di cui ricorre il centenario della nascita, e a cui questo lavoro è idealmente dedicato, parlava della poesia come di un modo per trasumanar e organizzar. Provo oggi ad aggiungere un accento alla sua congiunzione: trasumanare come modo per desiderare oltre e di più, per guardare oltre le prigioni del qui e ora – trasumanar è organizzar. Trasfigurare la lingua e la fantasia: anche questo è un "atto politico".

Fabrizio Sinisi


Come scrive Pasolini nel Pianto della Scavatrice:
"Solo l’amare, solo il conoscere / conta. Non l’aver amato, / non l’aver conosciuto.
Dà angoscia / il vivere di un consumato / amore. L’anima non cresce più."

 

NOTE DI REGIA

Chiesi ormai tre anni fa a Fabrizio di scrivere un testo per attraversare il tema dell’eresia e dell’utopia attraverso la condizione ciclica del sonno e del risveglio, inseguendo un po’ le suggestioni del Calderòn di Pasolini e dell’Orlando della Woolf.

Poi il tempo di noi tutti si è bloccato a lungo, trasformando i muri di casa propria in un recinto collettivo. Ne è nato FAVOLA, opera monumentale di Fabrizio Sinisi. I protagonisti - G. e D. - sono una coppia. Sul palco - luogo del reale - si inscena una piccola tragedia da camera contemporanea, una favola nera ambientata in una stanza della casa. Lei ha dimenticato tutto, ha rimosso qualcosa di terribile, sepolto tra le pieghe di un dolore inaccettabile; lui invece sa tutto, è il regista di questo esperimento condiviso ogni sera con il pubblico, ricorda ogni dettaglio e cerca di trasportare lei in un viaggio di riacquisizione della coscienza.

L’espediente è il sonno, dove tutti sogniamo, o dove spesso riviviamo noi stessi in altre forme, epoche, identità, alle volte più sopportabili dello specchio reale. Il ponte che dà accesso a questo viaggio catartico (posto che ricordare lo sia sempre…) è un grande schermo - luogo del rimosso, della trasformazione, del caos o setaccio della memoria di sequenze perdute.

FAVOLA ha dunque una piccola storia, una cornice scatenante che abbraccia un’opera in cinque atti (un prologo, tre sogni, un epilogo) dove il braccio maestro è un teatro politico poeticamente incastonato nella tragedia dei perdenti, di coloro che - nella grande Storia - scompaiono affinché sorga una nuova civiltà, in un ciclo inarrestabile di sopraffazione.

L’esito è una favola eretica. In FAVOLA G. e D. siamo io e il mio compagno d’arte, l’attore Davide Giglio, con cui da diciotto anni si indaga la materia teatrale. Il viaggio di lei e lui è un po' la storia dell'umanità, un percorso claudicante di due esseri umani - chiunque - attraverso l'esistenza; un tentativo di resistenza, tra reale e possibile.

L’architettura di FAVOLA è un’osmosi tra i linguaggi specifici del palco e del video. Oggi più che mai siamo di fronte all’apoteosi dell’impalpabile. E questo attesta e conferma il trionfo anacronistico del teatro e della presenza, ma afferma anche la contemporanea necessità di soggettivare l’oggetto inquadrato per rubarne l’essenza al microscopio del cinema.

FAVOLA è per noi anche un viaggio metodologico per capire come lavorare un teatro d’arte che dichiari i suoi mezzi senza pretendere l’illusione nello spettatore di oggi, col fine ultimo di provare ad abbattere muri.

Giorgia Cerruti

PROGETTO VULNERABILI 22.24

Stiamo vivendo un tempo fragile, friabile, dove abbiamo la sensazione che ogni visione possa – a contatto con l’esterno – polverizzarsi. In questo respiro nasce Progetto Vulnerabili, come visione ardita sul futuro, come tentativo di attraversare sfaccettature dell’umana vulnerabilità attraverso tre opere.

FAVOLA 

Creazione 2022. Regia di Giorgia Cerruti - testo di Fabrizio Sinisi

sfida la vulnerabilità al tempo che scorre, scorgendo una risposta eretica nella possibilità di riscrivere ad libitum la propria vita.

VULNERABILI AL TEMPO

I CENCI

Creazione 2023. Regia di Giorgia Cerruti - adattamento di Fabrizio Sinisi

innalza la storia di una famiglia rinascimentale a simbolo universale di vulnerabilità alla violenza. Una donna sfida il il potere virile e parla all’umanità contemporanea rivelando le pieghe più subdole dell’odierno potere imperante.

VULNERABILI ALL'INGIUSTIZIA

ENRICO IV I cavalli non entrano mai nelle case

Creazione 2024. Regia di Giorgia Cerruti - riscrittura di Fabrizio Sinisi

è un viaggio dentro l’umana gracilità, fatta di solitudine, voli pindarici, cadute dalle quali a volte ci si rialza a stento. In eterno disequilibrio tra le forme da assumere per esistere nel mondo e la retta luminosa che traccia la nostra essenza.

VULNERABILI ALLE APPARENZE

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