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PRESENZE ERETICHE
Stage per attori e allievi-attori condotto da Giorgia Cerruti e Davide Giglio

 

 

 

MILANO - GENNAIO 2023
in occasione delle recite di FEDRAH o della Spietà dell’Amore (dal 17 al 22 gennaio)

Dal 18 al 21 gennaio 2023

presso PACTA SALONE, in collaborazione con PACTA dei Teatri, via Ulisse Dini 7 – Milano

Ore 11-16

Quota di partecipazione: 110 euro

Inviare materiale (curriculum e lettera di presentazione) per le selezioni entro il 10 gennaio 2023 - pcmteatro@gmail.com

TORINO - FEBBRAIO 2023

Dal 22 al 25 febbraio 2023

presso OFF TOPIC (Via G. Pallavicino, 35 - Torino) realizzato in collaborazione con Cubo Teatro

mercoledì 22 e giovedì 23 dalle 10 alle 18

venerdì 24 dalle 9 alle 17

sabato 25 dalle 10 alle 18

Quota di partecipazione: 120 euro

Inviare materiale (curriculum e lettera di presentazione) per le selezioni entro il 10 febbraio 2023 - pcmteatro@gmail.com

Le modalità di pagamento saranno comunicate in seguito all'ammissione al corso.

La Compagnia propone questo percorso in diversi momenti dell'anno, in Italia e in Francia

Aggiornamento sessioni qui e sulla pagina

     

Se interessati a collaborare con noi e organizzare nel vostro teatro|spazio questo percorso, contattate la Compagnia al numero 339 5726237

 

Cosa tenere e cosa togliere per alzare la consapevolezza sul palco? Come affinare l’arma bianca della propria presenza scenica?  Domande aperte, ogni attore ha la propria infanzia, la propria mamma, i propri gusti e disgusti, le proprie paure e le proprie utopie, i sì, i no. Durante il work-shop si cercherà di lavorare su questo meraviglioso magma, per individuare una soluzione formalmente non spontanea del proprio agire scenico. Il viaggio in questa materia è differente per ciascun attore e per ciascun attore è utile scoprire o frequentare ciò che lo attiva e di cui ha bisogno.

 

 

 

 

 

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU'

Ci chiediamo spesso dove risieda oggi l'utilità del teatro ...così anacronistico ci appare. E ne nasce una seconda domanda: è utile un attore? Dove sta la sua necessità di esistere? Da circa vent’ anni – un arco veloce – ci arrovelliamo come artisti e come Compagnia sull'arte antichissima e da rinnovare dell'attore, sui meccanismi che la governano, per tentare di mantenere con il pubblico un patto implicito di autenticità: nel progetto, nella presenza, nell'incontro.

In questo senso la dedizione, la cura per l'incontro “finale” non può prescindere - per noi attori – dalle chiavi pratiche che indagano il processo. 

Il tentativo di questo breve percorso “Presenze Eretiche”, è la scoperta di un io-autore consapevole della propria presenza e dei segni che lascia dietro di sé!

E tutto questo per preservare il rito collettivo del teatro, che non è spettacolo ma tentativo di trascendere l’io per unirsi agli altri, traslocare da sé per andare verso l'altro.

Servono tempo, pazienza, frequentazione della propria interiorità, e in egual misura dell'involucro, il corpo, la voce, il cervello.

Come attori siamo chiamati a ricreare la realtà con trasparenza, partendo dall'autenticità dei nostri mezzi e affinando la lama dell'agire scenico: cosa togliere per arrivare a questo? E cosa tenere? Come affinare l’arma bianca della propria presenza artistica?

Domande senza una risposta universale, perché ogni attore ha la propria infanzia, la propria mamma, i propri gusti, i propri disgusti, le proprie paure e le proprie utopie, i sì, i no. E su questo meraviglioso magma si innesta la tecnica d'attore. 

 

Proponiamo un percorso di studio per attori e allievi-attori con esperienza, volto a indagare il nostro corpo scenico come vaso risonante; vorremmo dire un medium lucidamente disponibile ad essere attraversato. Dopotutto quando in palco portiamo in presenza qualche assente…siamo un composto di forze: un buon 50% di noi e un buon 50 % di altre e altri che attraversano il nostro universo e rimbalzano, forze che catturi o non catturi in quel tempo scenico condensato.

L’attore che ha un occhio dentro di sé e uno fuori da sé, l’attore come subacqueo che scende di livello in livello nella propria interiorità, per restituire all’esterno uno sguardo condivisibile; l’attore come creatura “matematica” capace di innescare processi profondi; l’attore che crea una partitura originale con il proprio corpo e la propria voce e firma una personale presenza scenica.

Proveremo a esigere l’autenticità della comunicazione tra i presenti, e in pari misura una soluzione formalmente non spontanea del fatto scenico. Il teatro come momento di incontro serio, importante, voluto, curato, come per le “grandi occasioni”.

Attorialmente parlando pensiamo che nel tempo del palco si debba tentare di fare “un viaggio”: è cosa utile – per un attore – farsi i “cavoli propri” e divertirsi; lì, in quel paradosso, lo spettatore sta con lui e riconosce la vita.

 

Consigliamo di portare elementi che vi sono cari: un progetto di spettacolo che vi interessa realizzare (una parte, uno stralcio, un’ipotesi…), o una vostra scrittura per la scena, o un estratto di un testo che risuona potente in voi, o un tema che vi ossessiona attorno al quale avete organizzato materiali. É necessario per lavorare taluni materiali avere la memoria.

Si richiede inoltre un abbigliamento nero e comodo per la prima parte del lavoro.

Può essere utile portare elementi (abiti, oggetti, accessori,…) particolarmente evocativi.

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Info: pcmteatro@gmail.com. 

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