Piccola Compagnia della Magnolia

  • Produzioni Passate: Il balcone Montserrat Quijote

    Il balcone

    Jean Genet



    PRODUZIONE 2004
    Piccola Compagnia della Magnolia

    Regia di Giorgia Cerruti

    con
    Giovanbartolo Botta, Carlo Nigra, Giorgia Cerruti,
    Federica Crisà, Valeria Dafarra, Elisa Faletti,
    Davide Giglio, Ennio Giuliani

    Voce fuori scena: Michele di Mauro

    Jean Genet muore di cancro il 15 aprile del 1986.
    E’ sepolto in un piccolo cimitero spagnolo vicino a Tangeri, in Marocco, secondo le sue volontà.
    Il cimitero si trova su una scogliera che domina il mare e confina da un lato con una prigione municipale e dall’altro con una casa di appuntamenti.

    La glorificazione dell’immagine e del riflesso, questo è il "Gran Balcone" di Genet. Lo spazio dell’opera è il "Bordello", luogo avulso dalla contaminata realtà, zona d’ombra in cui l’immaginazione al potere contamina con la sua purezza e ferocia.
    Ennesima variazione sul tema della vita come teatro e del teatro come verità della vita, Il Balcone è un’opera esoterica, di rigoroso antinaturalismo; la metateatralità presente nel testo si riversa nello spettacolo confondendo i piani della vita e del teatro, dell’uomo e dell’attore. Si esalta il valore rituale del teatro come atto puro e il palcoscenico diventa "un luogo prossimo alla morte dove ogni libertà è possibile". Giocando con una recitazione esagerata, insistita, "barocca" e ispirandosi alle atmosfere proprie del cabaret berlinese, abbiamo evidenziato per contrasto una tragica e paradossale assenza di identità e comunicazione. Tanto più i protagonisti incarnano la loro funzione, e in questa si rendono riconoscibili e "reali", tanto più devono abdicare alla loro "reale" esistenza.
    E’ da una lacerante quanto irrisolta domanda di senso che nasce il grido poetico, superbo, terribile, di Genet.

    Montserrat

    libero adattamento dell’opera di Emmanuel Roblès



    PRODUZIONE 2006
    Piccola Compagnia della Magnolia

    Regia
    Giorgia Cerruti

    Con
    Davide Giglio, Filippo Chiello, Valeria Dafarra,
    Raffaella Tomellini, Viren Beltramo

    L’AZIONE
    Una guerra di indipendenza, all’inizio del diciannovesimo secolo, in America Latina : Venezuelani contro il governo spagnolo. Guerra di liberazione del Venezuela condotta dal nazionalista Bolivar e feroce repressione spagnola. Civili inermi implicati nella lotta.

    IL LIBERO ARBITRIO
    Montserrat, militare spagnolo, tradisce il proprio paese per la causa venezuelana nascondendo Bolivar. Scatta il ricatto. Chi salvare? Un gruppo di civili inermi o la causa di una nazione?

    Emmanuel Robles scrive un’opera straordinariamente attuale, di grande impatto etico, civile ed emozionale. I dialoghi sono sostenuti da una forte tensione drammaturgica che fa dell’opera un capolavoro in costante equilibrio tra acume psicologico, ritmo e lirismo misurato.
    Roblès ha avuto il dono poetico di trasferire una situazione di così drammatica urgenza sul piano di un’ appassionata ricostruzione storica, senza spegnerne l’evidenza ma spogliandola di tutte le sue scorie. Le inquietudini di Montserrat, anche se rivestite di costumi sudamericani di due secoli fa, sono le nostre inquietudini.

    Lo spettacolo è ambientato in un non-luogo percorso da fredde geometrie: le scenografie, di legno scuro e greve, appaiono come punti di approdo e di confine cui gli attori tendono nel loro movimento scenico. I costumi, barocchi ed eccessivi, sono un segno basilare dello spettacolo che, unitamente al trucco sostenuto, restituiscono quell’impressione di devianza dal verosimile che è segno distintivo dello spettacolo. Gli attori spingono ad una sintesi calibrata il gusto barocco e la sensibilità tragica calata nel grottesco, attraverso un lavoro che mira a scomporre voce e gesto. In contrapposizione a volte radicale, a volte sfumata, gli uomini rappresentano la lotta in perenne divenire, mossi da una sorda volontà di predominio; le donne, statiche e solide, la testimonianza, la voce "rubata" che racconta la memoria presente passata e futura dell’eterna tensione dialettica tra la libertà di determinazione e il rigore del conformismo. Uno spettacolo che mette a confronto il lavoro della compagnia con le contraddizioni dell’eredità storica della società, attraverso una ricerca che unisce Teatro e Storia per diventare una riflessione sulla contemporaneità.

    Quijote

    liberamente ispirato all’opera di Miguel de Cervantes Saavedra



    Spettacolo per i bambini dagli 8 ai 13 anni

    PRODUZIONE 2005
    Piccola Compagnia della Magnolia

    con Valeria Dafarra e Davide Giglio

    Regia: Giorgia Cerruti

    Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro, perchè il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile accettare che sia questa la realtà?
    Cervantes

    Quijote è un viaggio onirico alla scoperta dei propri mulini a vento, che smettono di essere utopie e diventano marchingegni da azionare con la propria immaginazione e curiosità.
    L’essenza di ogni buon viaggio è la trasformazione, il percorso quasi iniziatico che ci cambia, modifica il nostro agire nel mondo rendendoci più consapevoli ma capaci comunque di filtrare le cose con l’incanto e la purezza dei bambini. Quijote è un uomo in viaggio; la sua è un’avventura mentale, sentimentale e temporale che lo porta a cercare senza sosta la conoscenza, attraverso mille peripezie e incontri strabilianti. L’hidalgo della Mancha cavalca le epoche storiche, per imparare ad amare il mondo moderno ed essere al contempo portavoce dei suoi valori nella contemporaneità.
    L’icona Quijote si fa uomo del nostro Tempo nell’incontro magico con una bambina affascinata dalla lettura del capolavoro di Cervantes. Poco per volta dalla pagina si sollevano immagini e situazioni che Quijote offre allo sguardo curioso di una piccola creatura alla scoperta del mondo. La bambina – moderna Dulcinea – ha il divertente compito di abituare Quijote alla vita moderna ed è l’unica depositaria di un mondo raccontatole dal cavaliere errante.
    Il rapporto tra l’onirico e il reale che si instaura tra i due personaggi viene sostenuto da un linguaggio che mescola l’espressività corporea, il gioco d’ombre, la parola, utilizzando come supporto la musica tesa a veicolare il gesto e la voce degli attori, oscillanti tra la tragicità e la comicità calate nel grottesco. Uno spettacolo creato per i ragazzi, al servizio di un indiscusso capolavoro letterario e di una figura straordinaria, capace di toccare l’Uomo contemporaneo di ogni età.

    Piccola Compagnia della Magnolia. Il balcone

    Piccola Compagnia della Magnolia. Il balcone

    Piccola Compagnia della Magnolia. Il balcone

    Piccola Compagnia della Magnolia. Il balcone

    Piccola Compagnia della Magnolia. Montserrat

    Piccola Compagnia della Magnolia. Montserrat

    Piccola Compagnia della Magnolia. Montserrat

    Piccola Compagnia della Magnolia. Montserrat

    Piccola Compagnia della Magnolia. Montserrat

    Piccola Compagnia della Magnolia. Quijote

    Piccola Compagnia della Magnolia. Quijote