spectacle disponible en langue française
Con
Luisa Accornero, Giorgia Cerruti, Andrea Romeri, Claudia Martore,
Vanessa Lonardelli, Fabrizia Gariglio, Agla Germanà
Ideazione costumi
Abel Alba
Scenografia
David Léon
Luci
Pascal Perez
Assistente alla regia
Graziella Lacagnina - Davide Giglio
Direzione d'attore
Giorgia Cerruti
Spettacolo creato al Teatro Espada de Madera di Madrid nel novembre 2001, nell'ambito del partenariato tra la Troupe dell'Epée de Bois e il Teatro Espada de Madera.
“È la deformità delle nane che abbiamo scelto per rivelare la bellezza dell’anima. Nello spazio chiuso in cui gli uomini le costringono, le figlie di Bernarda aprono la breccia del sogno e dell’amore”
Antonio Dìaz-Floriàn
Scheda tecnica dello spettacolo.
La casa di Bernarda Alba è l’estremo capolavoro di García
Lorca, completato nel giugno 1936. Prima di partire per l’ultimo viaggio,
nel tentativo di raggiungere la sua famiglia a Granada, Lorca affidò
all’amico Nadal le pagine del manoscritto, dicendogli: ‘prendi
questo, nel caso mi succedesse qualcosa’. Il 18 agosto, catturato dai
nazionalisti, il poeta trovò la morte davanti al plotone
d’esecuzione.
La Bernarda Alba del regista Antonio Dìaz-Floriàn è uno
spettacolo di grande impatto emotivo e visivo, che chiama il pubblico a
condividere con gli attori un rituale di morte fortemente evocativo ; è
una messa da requiem in cui la forza creativa di Lorca trova perfetta
rispondenza nel travestimento grottesco cui sono sottoposte le attrici,
costrette in una condizione fisica di nane tale da recitare in ginocchio.
L’ispirazione deriva dalle Meninas di Velasquez e dalle figure terribili
di Goya, in cui il dettaglio raccapicciante tocca vertici di purezza assoluta.
La recitazione insistita, “barocca”, la mimica facciale ed il gesto
vicini al gioco di maschera, il trucco straniante ed i costumi contribuiscono a
creare quell’impressione di alterità e di devianza che è
una condizione fisica ma soprattutto uno stato emotivo ed un nodo tematico
evocato da Lorca.
Lo spettacolo è realizzato in coproduzione con il Théâtre de
l’Épée de Bois della Cartoucherie di Parigi, ed è
il rifacimento italiano di una messa in scena che Antonio
Díaz-Florián e la sua troupe hanno creato nel 2001, al Teatro
Espada de Madera di Madrid.
Si tratta di una collaborazione di grande prestigio per la Piccola Compagnia
della Magnolia e un’occasione unica di mostrare al pubblico italiano
il lavoro di un maestro del teatro europeo.
Il Théâtre de l’Épée de Bois è stato
fondato nel 1969 da Antonio Díaz-Florián, e ha sede presso la
Cartoucherie de Vincennes (Parigi), insieme al Théâtre du Soleil
di Ariane Mnouchkine.. La troupe si caratterizza per una ricerca che combina
il lavoro dell’attore, lo studio dello spazio scenico e il coinvolgimento
dello spettatore. Gli autori che accompagnano la ricerca della troupe, sin dagli
inizi, sono Shakespeare, Lope de Vega, Tirso de Molina, Camus, Lorca, Calderon,
Marlowe. L’Épée de Bois si interessa inoltre a numerosi
autori contemporanei, mettendo a confronto il lavoro della troupe con le
contraddizioni dell’eredità storica della nostra società,
attraverso una ricerca che unisce Teatro e Storia.
PRENDI QUESTO NEL CASO MI SUCCEDESSE QUALCOSA…
Prima di partire per Granada, nel luglio 1936, Federico Garcìa Lorca
lasciò scivolare nella tasca del suo amico Nadal le pagine di un
manoscritto dicendogli: Prendi questo, nel caso in cui mi succedesse qualcosa.
A quell’epoca le passioni politiche erano quanto mai esacerbate : attentati,
assassinii, complotti, scioperi, tutto ciò si scatenava tanto a destra
quanto a sinistra. Lorca aveva deciso di raggiungere la sua famiglia a Granada,
benché la città fosse minacciata dai militari in rivolta contro la
Repubblica.
Il Poeta aveva appena terminato una nuova pièce, La Casa di Bernarda Alba,
che aveva letto agli amici nel mese di giugno.
Due mesi più tardi, il 18 agosto, fu giustiziato dai nazionalisti, e
Nadal, sconvolto, scoprì che il manoscritto racchiudeva l’ultimo
capolavoro dell’amico.