Piccola Compagnia della Magnolia

  • Il malato immaginario

    Molière



    COPRODUZIONE 2007
    Piccola Compagnia della Magnolia
    Théâtre de l’Epée de Bois - Cartoucherie de Vincennes.

    ADATTAMENTO E REGIA
    Antonio Díaz-Florián

    Con
    Davide Giglio, Giorgia Cerruti, Claudia Martore,
    Anna Montalenti, Pier Paolo Congiu, Luca Busnengo.

    Assistente alla regia
    Graziella Lacagnina

    Direzione d’attore
    Graziella Lacagnina e Giorgia Cerruti

    Ideazione costumi
    Abel Alba

    Realizzazione costumi
    Monica Vitello e Paola Bertello (Istituto di moda Mara Scalon di Torino)
    Bruna e Luisa Accorsero - Atelier PCM

    Scenografia
    David Léon

    Realizzazione maschere
    Claudia Martore

    Luci
    Quique Peña

    Spettacolo realizzato con il sostegno della
    Fondazione del Teatro Stabile di Torino

    Scheda tecnica dello spettacolo.
    Scheda di approfondimento dello spettacolo.
    Rassegna stampa.

    Il lavoro sulla pièce del Malato Immaginario ha messo in luce – dietro l’immagine stereotipata dell’autore di “Commedie” – l’avventura di un uomo di Teatro adulato e detestato, cortigiano e sovversivo, applaudito e censurato, in un’epoca in cui gli ori di Versailles non riescono a nascondere l’odio delle coalizioni integraliste.
    Durante le prove, l’adattamento del testo si è indirizzato verso l’esigenza primaria di far ascoltare la voce di Molière, rivelando le realtà complesse che legano lo spettacolo ed il suo creatore, l’attore e la propria vita. Argan si spoglia della maschera della Commedia dell’Arte – in cui il vecchio avaro e ipocondriaco affronta l’universo ridicolo dei medici – e si avvicina a Jean Baptiste Poquelin detto Molière, direttore di troupe e attore che recita gli ultimi istanti della sua vita incarnando questo personaggio. La scena associa indissolubilmente Argan e Molière di fronte all’evoluzione della malattia ed al suo epilogo che culmina nella rappresentazione del Malato Immaginario.

    L’ultima sera...
    Mandò a chiamare i suoi attori e disse loro che quella sera si sentiva più indisposto del solito e che non avrebbe recitato se non si fossero presentati alle quattro in punto per recitare la commedia; "in caso contrario, disse, non potrò esserci e potrete rendere il danaro". Gli attori tennero i lampadari accesi ed il sipario si alzò alle quattro in punto.
    Molière recitò con molta difficoltà, e la metà degli spettatori si accorse che pronunciando juro nella cerimonia del Malato Immaginario gli venne una convulsione. Avendo notato lui stesso che se ne erano accorti, fece uno sforzo e nascose con un riso forzato quanto successo.
    Quando la pièce fu terminata, egli prese la sua vestaglia, andò nel camerino di Baron e gli chiese cosa si diceva a proposito della sua pièce.
    Il signor Baron gli rispose che le sue opere davano sempre un felice risultato esaminandole da vicino e che tanto più erano rappresentate quanto più venivano apprezzate.
    "Ma, aggiunse, mi sembrate peggiorato rispetto a prima. E' vero, gli rispose Molière; sento un freddo che mi uccide".

    Vita di Molière di Grimarest

    Piccola Compagnia della Magnolia. Il malato immaginario

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