Con
Davide Giglio, Giorgia Cerruti, Claudia Martore,
Anna Montalenti, Pier Paolo Congiu, Luca Busnengo.
Assistente alla regia
Graziella Lacagnina
Direzione d’attore
Graziella Lacagnina e Giorgia Cerruti
Ideazione costumi
Abel Alba
Realizzazione costumi
Monica Vitello e Paola Bertello (Istituto di moda Mara Scalon di Torino)
Bruna e Luisa Accorsero - Atelier PCM
Scenografia
David Léon
Realizzazione maschere
Claudia Martore
Luci
Quique Peña
Spettacolo realizzato con il sostegno della
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Scheda tecnica
dello spettacolo.
Scheda di approfondimento dello spettacolo.
Rassegna stampa.
Il lavoro sulla pièce del Malato Immaginario ha messo in luce – dietro
l’immagine stereotipata dell’autore di “Commedie” – l’avventura di un uomo di
Teatro adulato e detestato, cortigiano e sovversivo, applaudito e censurato, in
un’epoca in cui gli ori di Versailles non riescono a nascondere l’odio delle
coalizioni integraliste.
Durante le prove, l’adattamento del testo si è indirizzato verso
l’esigenza primaria di far ascoltare la voce di Molière, rivelando le
realtà complesse che legano lo spettacolo ed il suo creatore, l’attore
e la propria vita.
Argan si spoglia della maschera della Commedia dell’Arte – in cui il vecchio
avaro e ipocondriaco affronta l’universo ridicolo dei medici – e si avvicina a
Jean Baptiste Poquelin detto Molière, direttore di troupe e attore che
recita gli ultimi istanti della sua vita incarnando questo personaggio.
La scena associa indissolubilmente Argan e Molière di fronte
all’evoluzione della malattia ed al suo epilogo che culmina nella
rappresentazione del Malato Immaginario.
L’ultima sera...
Mandò a chiamare i suoi attori e disse loro che quella sera si sentiva
più indisposto del solito e che non avrebbe recitato se non si fossero
presentati alle quattro in punto per recitare la commedia; "in caso contrario,
disse, non potrò esserci e potrete rendere il danaro".
Gli attori tennero i lampadari accesi ed il sipario si alzò alle quattro
in punto.
Molière recitò con molta difficoltà, e la metà degli
spettatori si accorse che pronunciando juro nella cerimonia del Malato
Immaginario gli venne una convulsione.
Avendo notato lui stesso che se ne erano accorti, fece uno sforzo e nascose con
un riso forzato quanto successo.
Quando la pièce fu terminata, egli prese la sua vestaglia, andò
nel camerino di Baron e gli chiese cosa si diceva a proposito della sua
pièce.
Il signor Baron gli rispose che le sue opere davano sempre un felice risultato
esaminandole da vicino e che tanto più erano rappresentate quanto
più venivano apprezzate.
"Ma, aggiunse, mi sembrate peggiorato rispetto a prima. E' vero, gli
rispose Molière; sento un freddo che mi uccide".
Vita di Molière di Grimarest